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Demetra, Cerere nel culto romano, è rappresentata in statue e bassorilievi antichi con una falce in una mano e con un mazzo di spighe e di papaveri nell’altra. Era infatti la dea dell’agricoltura e specialmente del grano.
Era figlia di Kronos e Rea e sorella di Estia, Era, Poseidone, Ades e Zeus. I miti di cui era intrecciata la sua leggenda avevano tutti una relazione con la fertilità della terra e con il lavoro che spreme da essa l’alimento della vita.
Demetra era nata da Saturno e da Cibele, Dea della Terra.
Si narrava in alcuni luoghi che fosse stata rapita e sposata a Nettuno, dio dell’elemento acqueo, indispensabile alla vegetazione. Dalle sue nozze con l’eroe Giasone sarebbe nato Pluto, dio della ricchezza rurale, accecato poi da Giove. La dea benefica percorse le incolte lande e insegnò agli uomini a coltivare le messi, mentre Bacco insegnava loro a piantare la vigna. Non contenta di rivelarsi agli umili abitatori dei campi per spiegare loro i riti dell’arte agraria, Demetra educò l’eroe Trittolemo e confidatigli i segreti dell’aratura e della semina, lo spedì per il mondo, sopra un carro alato, tirato da dragoni, acciocchè diffondesse l’amore per le fatiche pie e ricche di compensi della coltivazione.
Questo eroe-dio fondò Eleusi, ed istituì le solenni feste a Demetra, che si chiamavano Eleusine e che celavano solenni e inviolabili misteri. Si narra che Demetra avesse una figlia di nome Persefone o Proserpina. Ella venne rapita da Plutone o Ade, re dei morti, che la caricò sul suo carro mentre raccoglieva dei fiori presso il lago di Pergusa con alcune ninfe che poi Demetra trasformò in sirene per punirle della loro non opposizione al rapimento. Demetra informata del rapimento dal Dio Helios che tutto vede, iniziò la sua disperata ricerca della figlia. Ella discese nell’inferno ma le fu precluso l’ingresso nella villa di Plutone. Demetra fu tanto indignata che colpì la terra di una orrenda maledizione che inaridì le zolle, disseccò le verdure e fece cadere morti i buoi nei solchi. Zeus temette che la razza dei mortali stesse per perire e intervenne mandando Hermes presso Plutone per ottenere la restituzione della figlia di Demetra. Plutone aveva fatto mangiare a Persefone un chicco di melograno, cibo dei morti e asserì che ella non poteva più abbandonare il suo regno.
Si arrivò dunque ad un compromesso: Persefone avrebbe passato, ogni anno, quattro mesi invernali nel regno dei morti ed il resto del tempo con la madre, momento di rinascita dopo la morte, momento della Primavera. Quando madre e figlia sono divise tutto sembra morire ma quando si compie il loro ricongiungimento la terra torna a fiorire e Demetra, esultante, ridona alla terra i suoi frutti, nello scandire delle stagioni prolifere. |