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Giano era un autentico Dio romano, senza alcuna radice nella mitologia greca. Era una delle divinità romane più importanti ed era sempre il primo ad essere invocato durante le preghiere, ancor prima di Giove.
Oggi non sappiamo se il nome del dio derivasse da quello della Iauna, la porta di entrata della casa, o se invece fosse il nome della porta a derivare da quello del dio.
Secondo Ovidio, Giano era il custode dell’universo; questa indubbiamente la ragione per la quale la sua effige veniva messa generalmente ad ogni entrata: egli apriva e chiudeva ogni cosa, guardava all’interno come all’esterno, donde la sua raffigurazione con due facce, una che rappresentava la saggezza e l’altra che rappresentava la conoscenza. Era definito Janus Pater, padre di tutti gli uomini, della Natura e dell’universo, dell’apertura e dell’inizio, con caratteristiche simili a quelle della divinità solare che apre il cammino alla luce accompagnando l’attività umana nel corso della giornata. La tradizione romana faceva di Giano un mitico re insediato nel Gianicolo, un colle che si erge sulla sponda occidentale del Tevere. A poco a poco Giano divenne nella religione, il dio del principio e perciò del mattino e del primo mese dell’anno, che in suo onore si chiamava Januarius. Il tempio a lui dedicato doveva rimanere aperto in occasione delle imprese belliche, ma solennemente sbarrato in tempo di pace, e le cerimonie che avevano luogo per la chiusura delle porte del tempio tendevano ad esaltare il ruolo di custode della pace di Giano, perché solo in situazione di tranquillità la vita quotidiana può dar luogo ad esordi positivi e creativi.
Può essere annoverato tra le divinità marine, o per lo meno “acquatiche” in quanto, secondo una versione del mito, sarebbe stato il primo dio di Roma, a giungere per mare dalla Tessaglia. Era quindi considerato l’inventore delle navi e il protettore della navigazione, dei porti e delle vie fluviali. Si credeva inoltre che avesse il potere di far zampillare, all’improvviso dal terreno sorgenti di acqua, come accadde quando salvò Roma da Sabini, nemici dei Romani, che stavano per entrare in città attraverso la porta, rimasta aperta; egli fece scaturire una cascata che mise in fuga gli assalitori.

 

Ianos...